BLOG

VENEZIA IN BIANCO E NERO

A ottobre 2014 sono stata a Venezia per ragioni di studio. Sono rimasta due giorni, la città era grigia e inizialmente sono successi un po’ di disguidi, primo tra tutti il classico ritardo del treno, che mi avevano fatto pensare che sarebbero state giornate disastrose e inconcludenti.
Ero sola nella città della malinconia, perché la prima canzone che ha dipinto Venezia per me è stata Venezia, di Guccini, così in mente suona la prima strofa:

Venezia che muore,
Venezia appoggiata sul mare,
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi,
Venezia, la vende ai turisti,
che cercano in mezzo alla gente l’ Europa o l’ Oriente,
che guardano alzarsi alla sera il fumo – o la rabbia –
di Porto Marghera…

Studiavo sei ore al giorno, alla Giudecca, che nelle mie precedenti esperienze veneziane non avevo mai visitato. La Giudecca è un mondo a parte: meno turisti, più autenticità.
I ritmi in quei due giorni sono stati strani, sospesi tra la frenesia di riuscire a svolgere i compiti che mi ero prefissata presso l’Archivio Luigi Nono (che mi tenevano occupata anche dopo gli orari di chiusura della Fondazione) e la percezione di ore come dilatate la sera e il mattino presto.
Qualche sera fa, complice la mostra del Gruppo Fotografico Reparto Agitati di cui faccio parte che si svolgerà domenica a Calendasco (PC), con Matteo abbiamo sviluppato un rullino in bianco e nero scattato con la mia amata Nikon EL.
I ricordi dei miei giorni solitari sono tornati a galla e mi è sembrato di tornare a passeggiare verso la Fondazione o a vuoto nei vicoli, solo per assaporare il tempo sospeso.
“Venezia, non sei mai semplice e, nonostante tutto, mai banale”, avevo scritto commentando uno scatto col cellulare di fronte alla Stazione di Santa Lucia, prima di tornare a casa. Penso proprio che sia così.

Vi lascio con alcuni scatti da quel rullino; un paio [non tra quelli pubblicati qui] saranno esposti domenica a Calendasco.

 

Untitled (11) Untitled (14) Untitled (12) Untitled (17)Untitled (13)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *