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POSIZIONAMENTO: PERCHE’ E COME OCCUPARSENE

Nel post della scorsa settimana ho raccontato la storia del Sun Rock Festival e di come negli anni questo evento si sia caratterizzato sempre più, definendosi in maniera molto chiara.
Il Sun Rock Festival è diventato un party rock’n’roll anni ’50 e proprio per questo ha saputo attrarre un pubblico sempre in crescita, in buona parte ora composto da affezionati.
La connessione motivata tra il prodotto (il festival) e il pubblico è il cosiddetto posizionamento: nel caso del Sun Rock è chiaro; nel caso dell’evento culturale (o, nello specifico, musicale) di cui ti occupi, lo è?

LE BASI

Per quanto il tuo evento, la tua stagione o, più in generale, il tuo progetto, sia pensato per una particolare fetta di mercato, possiamo tranquillamente affermare che in generale le imprese culturali sono accomunate dal fatto di rivolgersi a unità di consumo con bisogni simili.
Si può procedere dividendo un mercato in diversi sottosegmenti, cercando di capire da chi sono composti; ad esempio il mercato di coloro i quali sono appassionati di musica è accomunato da uno stesso interesse (ossia, appunto, l’interesse per la musica) ma decisamente eterogeneo nella sua composizione: c’è chi ama la musica classica e chi la musica di consumo, tra chi ama la classica c’è chi l’ascolta in auto per rilassarsi e chi ha l’abbonamento alla stagione concertistica del teatro della propria città; chi frequenta solo l’opera e chi invece prettamente la proposta contemporanea, e via dicendo.
Segmentare il proprio mercato permette di analizzare in maniera profonda i bisogni dei consumatori, in questo caso del pubblico.

E UNA VOLTA CHE CONOSCO IL MIO PUBBLICO?

foto: Amer Mughawish per unsplash.com

Partendo da un’idea quanto più possibile chiara del proprio pubblico è possibile lavorare per offrire ai consumatori un prodotto che soddisfi i loro bisogni nel miglior modo possibile.
Questo processo è una base del marketing (culturale e non), ma non è sufficiente per creare un prodotto culturale di qualità.

Offrire ciò che il pubblico vuole o si aspetta è necessario ma non sufficiente: una domanda che un buon direttore artistico dovrebbe sempre farsi è “posso portare il mio pubblico fino a qui?”.
Gli ascoltatori vanno presi per mano, specialmente in proposte nuove: vanno accompagnati, incuriositi; spesso non sono ancora consci di quanto hanno bisogno di una determinata esperienza culturale.

Posizionare un proprio prodotto culturale è una sfida che si rinnova continuamente, che porta a confrontarsi con il proprio contesto sociale, geografico, economico; è un tema eternamente caldo, di primaria importanza per permettere al proprio progetto di continuare a esistere e quindi di evolversi, processo fondamentale per rispondere ai bisogni dei consumatori, che cambiano pur rimanendo per certi versi uguali a loro stessi.
Prima e dopo un evento culturale è bene ragionare sul posizionamento della propria proposta, per quanto possibile con dati alla mano.
Il pubblico va conosciuto, intervistato, profilato; va cullato ma soprattutto conosciuto.
Serve per capire a chi ci rivolgiamo; per ragionare sugli sponsor, per comprendere se quella fetta di mercato potrebbe essere interessante per loro da intercettare, tramite il nostro prodotto; ma soprattutto serve a noi organizzatori, per creare una proposta coerente ma contemporaneamente sempre sfidante.

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