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OGGI // SETTEMBRE

Quando ho letto il primo post di Mariachiara Montera della serie Ora, in cui racconta ciò che sta facendo in quel periodo mi sono subito incuriosita.
Ammetto che inizialmente la mia domanda è stata: che senso ha fare un post in cui si racconta semplicemente quello che si sta facendo (lavorativamente parlando e non solo)? Non sarà un post che lascia il tempo che trova?
Questa è sempre una mia grande paranoia,  ossia “a cosa servirà questo post al mio lettore?”; che è una domanda sacrosanta da farsi quando si scrive in generale, non solo post, ma bisogna stare attenti a non farsi frenare troppo dalle paranoie.

Fatto sta, che io i post della serie Ora di Mariachiara li leggo sempre molto volentieri, e mi sono anche messa a leggere quelli della Scianca (Simona Sciancalepore), da cui è nato tutto, con molto interesse.
Perché? Perché sono altre donne, libere professioniste come me, che fanno un mestiere diverso dal mio ma a cui mi sento vicina perché siamo un po’ tutte sulla stessa barca, la barca che si chiama Partita Iva, e c’è sempre qualcosa da imparare.

Prendo esempio proprio adesso perché a settembre, si sa, inizia davvero l’anno e per me quest’estate è stata una delle più strane che ricordi e vorrei fare il punto della situazione.

PRIMA – DOPO

Nellultimo post prima della pausa estiva riassumevo un po’ quello che avrei voluto/dovuto fare durante i mesi più caldi dell’anno.
Come sempre pianificare è fondamentale, ma è certo che i piani non andranno proprio com’erano stati previsti. Rivedere ora quel post  fa un po’ male, ma nemmeno troppo, perché so di aver fatto il mio meglio.

Ho lavorato per togliere effettivamente ciò che era di troppo.
Ho chiarito alcune situazioni, ho affrontato almeno un paio di confronti importanti e ne sono uscita più consapevole e in un certo modo più leggera [anche se ancora stento a rendermene conto].
Ho cercato di mettermi nella condizione di allontanarmi dal panico, mio grande nemico che mi segue minaccioso.

Purtroppo non ho avuto a disposizione il tempo che avrei voluto; in una story di Instagram dicevo che dovrei fare una serie di post dedicati a come affrontare gli imprevisti se sei un freelance, perché sono un’esperta di situazioni imprevedibili che da un momento all’altro si mettono in mezzo al cammino sulla strada della Partita Iva. Sono stati proprio gli imprevisti – di quelli grossi, per niente leggeri – a mettermi il bastone tra le ruote, e per forza di cose ho dovuto sacrificare qualcosa: a fare le spese di questi intoppi è stata la mia formazione, con cui sono rimasta indietro e che dovrò recuperare.

Il grande progetto del mio 2018 lavorativo è il festival incó_ntemporanea  che realizzo con il collettivo_21, ensemble con cui lavoro da alcuni anni. Siamo alla seconda edizione e le mie energie sono concentrate su questa creatura al suo secondo anno di vita.
Saranno 40 giorni di fuoco, dal 13 ottobre al 24 novembre, a Piacenza: protagonista la musica contemporanea.

“QUELLO CHE NON”

Ho capito – per l’ennesima volta, ma purtroppo è sempre una scoperta per me – che le cose non vanno mai come si programma.
Ho rivisto i miei piani, scombinato le carte in tavola e cercato di capire come costruire qualcosa con le poche rimaste.
Ho messo in fila le cose, ho stabilito delle priorità.

Non ho ascoltato abbastanza il mio fisico.
Non ho dormito a sufficienza.

Ci sono lavori che dovevo fare che invece non ho nemmeno iniziato.

Ho fatto del mio meglio per stare a galla.

photo: Viktor Forgacs per unsplash.com

Nel frattempo, ho scoperto cose nuove: come il fatto che festeggiare il compleanno è bello, che avere un proprio spazio fa bene all’umore e quindi anche al lavoro [per inciso, in quest’estate assurda io e Matteo – che è il mio compagno di vita e d’ufficio – abbiamo anche traslocato!], che è necessario selezionare i progetti, gli impegni, le collaborazioni.
Ho accolto nuove idee e avviato percorsi tutti da scrivere.
Ho anche iniziato una nuova esperienza: per 120 ore lavorerò con Valentina, una ragazza poco più giovane di me che farà uno stage per vivere sulla sua pelle l’esperienza del lavoro da freelance. Sono certa che da quest’avventura avrò molto da imparare anch’io, specialmente sulla gestione del tempo e sulla capacità di delegare.

Ora Settembre è qui, ma quest’anno per me “il mese del ripensamento” (sempre per dirla con Guccini) è stato decisamente Agosto, quindi non mi resta che mettermi al lavoro a testa bassa: saranno mesi in salita, ma ho gambe e fiato per arrivare in cima.
Buon inizio!

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