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Le cose che ho imparato nel 2017 per iniziare al meglio il 2018

Negli ultimi mesi, nonostante i buoni propositi e la programmazione che avevo impostato, sono sparita dal blog.
Non c’è niente da dire: mea culpa.
Scrivere è e rimane una delle cose che amo di più fare e lasciare il blog non è mai semplice; contemporaneamente però è stato in parte per la scrittura stessa che ho dovuto prendermi una pausa da queste “pagine”!
Ma andiamo con ordine.

All’inizio di ottobre i piani per il mio inverno si sono scombinati: nel giro di pochi giorni mi sono trasformata in una professoressa di musica delle scuole medie.
Era un cambiamento che non avevo in programma, non pensavo che l’avrei avuta vinta all’assegnazione delle cattedre, e invece così è andata: 12 ore a settimana in due plessi di una scuola esattamente dall’altro lato della provincia. Un’ora all’andata e un’ora al ritorno: ho ricominciato a vivere in macchina (non che avessi mai smesso).
Nelle vacanze di Natale sono riuscita a prendermi una piccolissima pausa di due giorni e il resto l’ho trascorso in una folle corsa a cercare di recuperare ciò che per forza di cose avevo lasciato indietro e a mettere le basi per un 2018 in cui l’organizzazione sia più solida possibile.
Gli ultimi mesi del 2017, anno che è stato tutt’altro che facile, sono stati lontani da qualsiasi previsione e mi hanno insegnato diverse cose, sia sulla libera professione, sia su di me che sui rapporti umani, che spero di far fruttare nell’anno appena iniziato.

NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

Questa non è una novità, ma va detto e ridetto.
Alla fine di un anno davvero pesante, mi sento di darmi una pacca sulla spalla.
La libera professione non è semplice, richiede disciplina e impegno, ma anche una buona dose di fortuna.
Meno case perfette su Pinterest, meno profili fatati su Instagram e meno sensi di colpa. La giornata ha 24 ore per tutti, e spesso dietro a quelle inquadrature ben studiate ci sono dubbi, confusione, momenti no. Ci sono per tutti, anche se non si raccontano.

NON E’ MAI IL MOMENTO GIUSTO PER FARE QUALCOSA

Quando ho accettato la cattedra fino a giugno 2018, dall’altra parte della provincia, non era il momento giusto per farlo.
Molte questioni personali importanti erano in sospeso e io non sapevo come avrei gestito le cose: come sarebbero state distribuite queste 12 ore? Quante volte avrei dovuto guidare fino a scuola, durante la settimana? Cosa significa che 8 di quelle 12 ore sono di “potenziamento”?
Erano tutti dubbi legittimi, che però non avrei potuto in alcun modo chiarire nel giro di un giorno [già, perché se oggi è l’assegnazione della cattedra, domani si inizia direttamente a lavorare!], quindi ho accettato, mi sono buttata.
Non è ancora il momento dei bilanci, ma sono contenta di essermi assunta il rischio.

ESSERE CONTEMPORANEAMENTE DIPENDENTE E LIBERA PROFESSIONISTA

A questo proposito c’è un video interessantissimo di Francesca Manicardi al Freelance Camp del 2017 a Marina Romea, intitolato “Dr. Jekyll e Mr. Hyde: il freelance che vuole fare il dipendente”.
Lei si occupa di traduzioni, un lavoro decisamente differente dal mio, ma il succo è quello: tenere il piede in due scarpe non è semplice.
La tentazione istintiva che ti guida a dire “Sì, lo voglio!” a una proposta di un impiego come insegnante è certamente la certezza di uno stipendio a fine mese: non c’è niente di male ad ammetterlo, i soldi servono a tutti.
I contro, però, sono tanti: uno su tutti il fatto che l’ambiente di lavoro pubblico ha ritmi estremamente differenti da quelli della libera professione e abituarcisi non è semplice, soprattutto incastrare i due calendari non è assolutamente immediato, anzi!
Ne vale la pena? Ve lo dirò a fine anno.

SE TI MUOVI, LE COSE SUCCEDONO  POSSONO SUCCEDERE

La mia parola dell’anno 2017 era gold. Non è stato esattamente un anno d’oro, ma posso dire che quel colore un po’ fuori dalle righe è stato una buona guida per fare scelte lontane dalla mia comfort zone.
Proprio grazie a questi passi lontani dalle mie certezze ho avuto occasioni lavorative interessanti e nuove, che un anno fa non avrei nemmeno potuto immaginare.

Proprio su questa scia, verso la fine dell’anno mi sono candidata al BBclub di Gioia Gottini. Guardavo il sito di questo programma fin dagli inizi, lo scorso anno ho pensato diverse volte a quanto mi sarebbe stato utile farne parte: ho voglia di crescere nella mia professione, di definirne sempre meglio i contorni e, perché no, pensare [e fare] in grande. Così, snervata da un anno no ma forte di quella voglia di cambiare autentica e potente ho compilato il form per la candidatura. Alcune settimane dopo Gioia mi ha scritto che ero stata selezionata per entrare a far parte del BBclub!
Questo programma sarà impegnativo, sicuramente gli dedicherò tempo e penso che spesso dovrò lottare duramente con la stanchezza, ma sono estremamente motivata ed entusiasta!

Penso che mi stamperò la scritta “muoviti!” da appendere in studio. Perché se ti muovi, le cose possono accadere.

Ora è davvero il momento di cominciare quest’anno.
Niente buoni propositi, solo maniche tirate su pronta per iniziare a lavorare.

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