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GLI ATTREZZI DEL MESTIERE: SERVE ISPIRAZIONE

Creare contenuti non è una cosa semplice.
Io di mestiere faccio anche questo, ogni progetto è un mondo a parte e non sempre è semplice avere materiale da condividere, raccontare, pubblicare.
Per ognuno dei progetti che seguo online mi occupo di cose diverse, da Facebook alla newsletter, fino al blog; con ognuno dei miei clienti ho un rapporto diverso, lavoriamo a obiettivi che condividiamo e ciò che scrivo per loro è pensato dalla A alla Z per le loro esigenze.

MIA NONNA FACEVA LA CAMICIAIA

Mia nonna Angela quand’era ragazza avrebbe voluto studiare per fare la segretaria, perché le piaceva molto andare a scuola ed era istintivamente molto organizzata. Non ha mai realizzato questo sogno perché per la sua famiglia il fatto di farle frequentare le scuole di avviamento (ossia il corrispettivo delle medie di oggi, ma indirizzate a chi dopo sarebbe andato subito a lavorare) era già un successo: non era da tutti i figli di contadini negli anni ’40 in un paese di provincia andare a scuola fino a 13 anni.
Dopo la scuola, quindi, mia nonna ha iniziato a lavorare, prima da una sarta, e poi da sola; ha imparato a cucire qualsiasi cosa, ma s’è specializzata nella realizzazione di camicie: era una libera professionista, lavorava da casa proprio come me e i nostri due mestieri non sono poi così diversi.
Io l’ho vista poco mentre cuciva le camicie, perché ha smesso di lavorare quando io ero piccola, ma so dai suoi racconti che non è assolutamente semplice creare un capo d’abbigliamento di quel tipo: ci vuole molta cura, tempo, pazienza e soprattutto ogni caso è a se.
I tessuti sono diversi, così come nel mio mestiere sono differenti le piattaforme, e le persone cambiano: non tutti hanno lo stesso fisico e tanto meno le stesse esigenze, così come nella comunicazione di un progetto musicale, non tutti si rivolgono allo stesso pubblico e hanno lo stesso fine.
Proprio come faceva mia nonna io studio per ogni cliente una comunicazione tagliata su di lui, per far sì che gli sia comoda e che lo rappresenti appieno.

E PER ME?
(NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA)

photo: Stefan Cosma per unsplash.com

A differenza di mia nonna, che in paese era conosciuta e che basava tutta la sua attività sul passaparola, io non devo occuparmi solo della comunicazione dei miei clienti e dei loro progetti, ma anche della mia e dei progetti sui cui lavoro in prima persona.
Scrivere per se stessi è diverso, raccontare il proprio lavoro è importante e bisogna prendersi la responsabilità di rappresentare se stessi sui vari canali che ci sembrano più adatti. Bisogna trovare il proprio tono di voce, essere riconoscibili e autentici e avere molta, molta costanza.
Scegliere di esserci, di avere una presenza online, è impegnativo e l’entusiasmo iniziale non basta: già, perché se si aspetta l’ispirazione si scrive una volta ogni tanto e la nostra comunicazione non può essere in balia di chissà quale divinità che da un momento all’altro verrà ad illuminarci.
Non sempre è semplice trovare argomenti di cui parlare, che siano adatti al proprio target e che funzionino; come ho già detto, la vita del freelance è molto diversa dalle board di Pinterest, e anche quando si tratta della gestione di un blog non fila sempre tutto liscio.

Per ispirarmi, per elaborare nuovi contenuti e quindi strutturare il mio piano editoriale, faccio alcune cose:

LEGGO I GIORNALI

Sì, proprio i quotidiani.
Anche se sul blog non mi occupo di politica-economia-società, restare aggiornati sul mondo che ci circonda è uno step fondamentale per chiunque voglia comunicare. Sapere cosa sta succedendo attorno a noi è importante e non crediate che sia sufficiente informarsi sulla propria materia per saper raccontare.
Inoltre, alcuni giornali hanno degli inserti molto interessanti: i tre che vi consiglio sono Robinson di Repubblica, La Lettura del Corriere della Sera e La Domenica del Sole 24 Ore, tutti e tre escono di domenica e vi garantiscono una settimana di articoli interessanti riguardanti la cultura.
Specialmente Robinson aumenterà a dismisura la vostra wishlist di libri.

LEGGO LE RIVISTE

Poche e di ambiti estremamente diversi.
Ne suggerisco una che è una coccola e una che è un “potenziamento”.
Compro Casa Facile quasi ogni mese, perché i loro servizi sono curati e arrivano dritti al punto: ispirante nei colori, nell’impostazione grafica e utile per chi sta rinnovando casa, dà i giusti spunti senza scadere nella banalità.
L’Internazionale non ha bisogno di presentazioni: qui si tratta di allenare la mente a restare sveglia, a tenere le antenne dritte sul mondo e a ricordarci che siamo solo un piccolo puntino in mezzo a una serie di realtà estremamente diverse da noi. Articoli ben scritti, inchieste complete, spesso ottime foto.

SEGUO ALCUNI BLOG / RIVISTE ONLINE / CANALI YOUTUBE

Recentemente vi ho parlato in un post di alcuni tipi di comunicazione che mi piacciono, citandovi varie realtà: alcune di quelle hanno anche blog, che leggo con costanza.
Altri che non posso non citare:

  • minima&moralia: è una rivista culturale in cui si parla di letteratura ma anche arte, cinema, teatro, politica e società.
  • Enrica Crivello: il suo blog è online da diversi anni e ultimamente ha cambiato volto, ora infatti ogni settimana condivide un post abbinato a un video del suo canale YouTube. Ha un tono distintivo e contenuti utili e interessanti; la seguo anche su Instagram, che secondo me da quest’anno gestisce davvero molto bene. Insomma, una professionista lontana dalle foto patinate di Pinterest e con le mani in pasta, che dice la sua in maniera autorevole ma anche molto onesta e concreta.
  • Valeria Zangrandi: si occupa di scrittura su web e social; sul suo blog è ironica ma anche precisa e competente. Sono iscritta anche alla sua newsletter, dove condivide anche esperienze personali.
  • Camilla Medini (Carotilla): la seguo su YouTube e su Instagram, parla principalmente di moda etica e sostenibile, un tema che mi interessa molto, lo fa con competenza e passione. Quello che mi ispira di Camilla è la sua capacità di ragionare su diverse sfaccettature dello stesso tema, dando spesso consigli molto utili.

 

LEGGO LIBRI, PIU’ CHE POSSO

Specialmente i saggi aprono la mente e spingono a una riflessione attiva.
Ora sto leggendo Teoria della classe disagiata, di Raffaele Alberto Ventura, ed. minimum fax.

 

La cosa importante in generale è non abbassare la soglia di attenzione, non adagiarsi nella propria comodità e contemporaneamente avere ben presente il proprio target.
Ci sono cose che io trovo profondamente ispiranti, come ad esempio la paleografia musicale o la metodologia dell’analisi, ma di certo non mi metterò a scrivere post o newsletter approfondendo questi temi.

E voi, cosa fate per cercare l’ispirazione nella vostra comunicazione? Aspetto i vostri suggerimenti!

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