BLOG

CHIEDERE SOSTEGNO PER UN PROGETTO: IL CROWDFUNDING

Recentemente ho letto un post di Mariachiara Montera intitolato “Quando è il momento giusto per far nascere un progetto“; è stata – come spesso accade sul blog di Mariachiara – una lettura che mi ha fatto riflettere, specialmente nella conclusione (che cito):

“Le condizioni per dare vita a un progetto, per trasformare l’idea in un materiale che ha un peso, non hanno a che fare solo con l’equilibrio, la capacità di gettarsi, la costanza per accudirlo: servono soldi, reputazione, contatti, capacità di comunicazione.

Non c’è motivazione che basti se prima non hai coltivato quelle cose. Non esiste nulla che nasca dal nulla, per cui: cominciate a fare.”

Io avevo già in cantiere questo post sul tema del chiedere aiuto, nello specifico sul chiedere un aiuto economico, così mi sono interrogata anche in maniera più ampia, ho rimesso mano al testo e devo dire che non posso che essere d’accordo con Mariachiara.
Ma andiamo con ordine.

PERCHE’ FARE

Sul fare ho ragionato il mese scorso qui sul blog, nello specifico anche sul fare un festival.
Un festival – anche piccolo – è un progetto ambizioso, un vero e proprio organismo di cui occuparsi sotto diversi aspetti; molto meno poetico di quanto ci si aspetti, molto più concreto.
La motivazione che sta alla base di un’impresa di questo tipo [oserei dire specialmente in Italia, specialmente in una città di provincia, specialmente in questo periodo] dev’essere forte e alta: non può essere solo uno sfizio da togliersi, o una curiosità da soddisfare, serve una spinta autentica, più completa. Una volta che questa motivazione è chiara, definita e autentica allora bisogna lavorare sul resto.

RACCONTARE

Il progetto va studiato, programmato e anche raccontato.
Il dietro le quinte è fondamentale, bisogna mettere gli altri – il nostro potenziale pubblico – nelle condizioni di amare ciò che stiamo proponendo ancora prima di averlo vissuto. Questa è una sfida non da poco, specialmente perché non c’è nulla di concreto da comprare, se non l’esperienza che si andrà a vivere. Quello su cui si può lavorare allora è la trasmissione di ciò che sono le nostre intenzioni, i nostri perché.
Non parleremo a tutti, dobbiamo saperlo fin da subito.
Definire con chi si parlerà è un processo essenziale, alla base di qualsiasi strategia di comunicazione: è il famoso “target” di cui bisogna sempre tenere conto.
Più la nostra esperienza aumenterà, più il nostro target sarà facile da definire; agli inizi ci troveremo a fare ipotesi, sarà il momento più difficile e delicato, ma comunque fondamentale.

photo: Franki Chamaki per unsplash.com

Bisogna scegliere poi con che tono raccontare il nostro progetto e su quali canali.
Non mi dilungherò su questo tema ora, ma è importante ragionarci.

FARE I CONTI, CON LA REALTA’ E CON I SOLDI

Quanto siamo disposti a spingerci per realizzare un’idea?
In termini di tempo, di energie ma anche di investimenti?
Spesso si tratta di grandi sfide, ma se la motivazione è forte e l’analisi delle potenzialità del progetto regge, allora vale la pena anche di chiedere aiuto, se necessario.

Uno dei mezzi per sostenere economicamente un progetto – che sia l’avvio di un’idea o parte di essa – è il crowdfunding, ossia una campagna di raccolta fondi online, attraverso cui chiunque può donare, generalmente ricevendo una ricompensa simbolica, per aiutare a concretizzare quello che altrimenti resterebbe solo un proposito.
Detta così, sembra semplice: ho un’idea, secondo me è fighissima, ne parlo alla mia migliore amica e lei mi dice “sì, wow!” allora lo diranno anche tutti gli altri e saranno disposti ad aiutarmi.
Ecco, non funziona in questo modo.

Avviare, ma soprattutto sostenere una campagna di crowdfunding è estremamente impegnativo e prima di iniziare è bene ragionare sulla fattibilità della cosa.
Se la campagna dura ad esempio 2 mesi, significa che per due mesi oltre alla programmazione normale del calendario editoriale, bisognerà gestire parallelamente – anzi, in maniera complementare – la comunicazione della campagna, senza ridursi al “compra compra compra” tipico dei volantini pubblicitari che non penso abbiano mai realmente funzionato.
Bisogna poi gestire i contatti, rispondere alle mail, preparare le ricompense, ringraziare chi ci sostiene, monitorare la campagna e agire di conseguenza (anche con eventi offline!).

Inoltre, chiedere soldi non è semplice.
Non è facile farlo con gli sponsor, né tramite i bandi, tanto meno con persone singole anche se attraverso web: richiede uno sforzo enorme, soprattutto per persone orgogliose e/o timide.
Allora è proprio qui che la motivazione torna ad essere fondamentale: senza di essa non si riuscirebbe a sostenere questo aspetto della realizzazione di un progetto, che poi è l’aspetto meno divertente e meno coinvolgente, quello dei soldi.

DIALOGHI DALLA BOUTIQUE

“Dialoghi dalla Boutique” è un concerto multimediale che abbiamo ideato io, i musicisti dell’ensemble collettivo_21, Riccardo Buscarini (che si occuperà di coreografia e regia) e Alessandro Baldessari (sound designer): un omaggio a “La boutique del mistero” di Dino Buzzati a 50 anni dalla sua pubblicazione.
Lo spettacolo chiuderà il festival incó_ntemporanea  il prossimo 24 novembre al Teatro Municipale di Piacenza; il festival è alla sua seconda edizione e una realtà storica e rilevante come il Municipale ha voluto sostenerlo, questo mi rende davvero felice e grata e rinforza  la mia motivazione nel fare di tutto perché questo sogno si realizzi.
Uniremo musica acustica, elettronica, danza e letteratura su un palcoscenico meraviglioso e io desidero che il tutto si possa concretizzare al meglio, proprio per questo è online una campagna di crowdfunding che mi costerà fatica, impegno e molta molta ansia, ma so per certo ne varrà la pena.
Creare un prodotto artistico che sia rilevante, che abbia ancora qualcosa da dire, che sia immerso nella contemporaneità e non per questo dimentichi le radici è una sfida per cui vale la pena di impegnarsi, anche su fronti meno poetici e molto più concreti, come quello della raccolta fondi; è una sfida in cui vale la pena lanciarsi e sì, anche chiedere aiuto.

Per saperne di più e sostenere il crowdfunding trovi tutto su Produzioni dal Basso a questo link.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *